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In corso le domande di rimborso IVA sulle bollette di energia. Tentar non nuoce

Ne avevamo già parlato. Oggi è nuovamente tornato alla ribalta il problema del rimborso dell’IVA pagata sulle bollette di energia. Sicuramente ciò è dovuto anche all’aumento dei costi delle fatture di energia che i gestori inviano periodicamente ai consumatori. Fatto sta però che il problema del pagamento dell’IVA sulle accise è una realtà che determina annualmente un esborso di circa 50-80 euro in più a famiglia.

Sì. Perché il rimborso dell’iva sulle bollette di energia è relativo alla quota di imposta pagata in più proprio perché calcolata su altre imposte determinando una doppia imposizione che non sembrerebbe ammissibile, almeno in Italia.

Questo è dunque il motivo per tentare di chiedere il rimborso dell’iva pagata in più perché calcolata sulle accise.

In realtà, la questione non è così facile come sembra perché tra il rimborso e il consumatore ci sono di mezzo i colossi di energia (Eni, Enel, ecc.), la normativa italiana e la normativa europea, il tutto servito da una incertezza normativa.

La questione però ha registrato un punto a favore dei consumatori con l’emissione di un decretto emesso da n Giudice di Pace sulla base di una sentenza della Cassazione dove i giudici della Suprema Corte avevano ritenuto che salvo deroga esplicita, un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra, che ha decretato che il gestore di energia debba rimborsare l’iva sulla bolletta di gas ed elettricità perché questa non va calcolata anche sulle accise.

Ciò significherebbe che l’iva per i servizi di:

  • Energia elettrica: deve essere applicata solo sui servizi di vendita e servizi di rete, escludendo quindi le accise;
  • Gas: deve essere applicata sui servizi di vendita e servizi di rete, escludendo quindi le accise e le addizionali regionali.

Perché riteniamo che la questione rimborsi non è proprio scontata, perché dapprima il Governo intervenendo alla Camera con il Ministro delle Finanze in una Question time, ha così risposto:

“Relativamente al secondo quesito, concernente l’inclusione dell’accisa nella base imponibile dell’IVA, occorre precisare che il diritto comunitario – articolo 78, paragrafo 1, lettera a), della UE prevede espressamente che la base imponibile su cui calcolare l’IVA debba obbligatoriamente includere le imposte, i dazi, le tasse e i prelievi, ad eccezione della stessa IVA, in tal modo includendo anche l’accisa. Stante l’intervenuta armonizzazione comunitaria della materia, risulta conseguente l’impossibilità di introdurre disposizioni difformi nell’ambito dell’ordinamento nazionale, giacché ne potrebbe derivare l’avvio da parte della Commissione europea di una procedura di infrazione a carico dell’Italia”.

E poi Enel in una nota sull’iva sulle accise in bolletta, ha così risposto:

Con riferimento […] all’Imposta sul Valore Aggiunto, si rappresenta che la fornitura di gas ed energia elettrica, operata sul territorio nazionale e nell’esercizio dell’attività d’impresa, è soggetta ad IVA, da applicarsi all’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti dal cliente al venditore.

Anche l’applicazione dell’IVA, ed il relativo pagamento, sono a carico del venditore della commodity che ha poi il diritto di richiederne il pagamento ai propri clienti“.

Infine è intervenuta la UE di riferimento la quale stabilisce che “l’imponibile Iva comprende le imposte, i dazi, le tasse e i prelievi, ad eccezione della stessa IVA.

Tuttavia, al fine di fornire la massima assistenza a chiunque volesse presentare comunque un’istanza di rimborso per l’applicazione dell’iva sulle accise, gli associati potranno accedere all'area riservata e scaricare il modulo da inviare al gestore di energia elettrica e gas relativamente agli ultimi cinque anni di fatture. Gli altri utenti potranno rivolgersi alle sedi di Adiconsum Lecce e previa adesione all’associazione potranno ottenere ogni assistenza necessaria.

COSA SERVE

– copia della fattura di energia dei diversi gestori degli ultimi 5 anni

– copia documento di riconoscimento + codice fiscale o tessera sanitaria

QUANTO COSTA

– gratuito per gli iscritti ad Adiconsum Lecce, in regola con il versamento della quota associativa

– contributo associativo di € 10,00 per i non iscritti ad Adiconsum Lecce

Gli associati a questa sede possono scaricare da qui il modulo e inviarlo direttamente ovvero rivolgersi a questa sede per ogni assistenza e supporto.