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Attenzione al saldo sul conto corrente. Nuove regole. Cambiano i rapporti con banca, posta e finanziarie. Adesso anche per sole 100 euro si rischia di diventare cattivo pagatore ed essere segnalato. Come comportarsi.

Dal 1 gennaio sono entrate in vigore le nuove regole nei rapporti di gestione tra enti creditizi e cittadini e aziende.

La principale novità riguarda chi dovesse avere un “conto in rosso” anche per sole 100 euro e magari ha anche l’addebito delle utenze o rate mensili in scadenza ovvero addebiti automatici sul conto.

Con le nuove regole in vigore, i debitori saranno classificati come deteriorati, inaffidabili, cioè in default, quando ricorrerà almeno una delle condizioni che seguono:

  • Il debitore è in arretrato da oltre 90 giorni nel pagamento di un’obbligazione rilevante, che salgono a 180 per le amministrazioni pubbliche.
  • La banca giudica improbabile che il debitore adempia integralmente alla propria obbligazione rilevante.

Un debito scaduto è considerato rilevante quando supera tutte e due le soglie previste dal regolamento.

  1. La soglia assoluta di 100 euro per le esposizioni al dettaglio e di 500 euro per le esposizioni diverse da quelle al dettaglio.
  2. La soglia relativa dell’1% dell’esposizione complessiva verso una controparte.

È necessario che lo sconfinamento superi la soglia di rilevanza, ovvero superi contemporaneamente entrambe le soglie, e si protragga per oltre 90 giorni consecutivi per la classificazione in default.

Ciò significa, di fatto, che occorre prestare molta attenzione ai rapporti contrattuali con gli istituti creditizi, la trappola è dietro l’angolo, perché le nuove regole non vietano che si possano consentire sconfinamenti, come avviene già adesso per molti enti creditizi, ma è necessario prestare attenzione perché “lo sconfinamento” diviene “molto discrezionale” da parte degli enti che possono consentire o non consentire ai clienti di sconfinare oltre la disponibilità presente sul conto ovvero, in caso di affidamento, oltre il limite di fido.

La possibilità di sconfinare non è un diritto del cliente, ma una facoltà concessa dalla banca, che può anche applicare commissioni (la cosiddetta CIV, commissione di istruttoria veloce).

Diventa quindi molto importante conoscere bene il contratto in essere con il proprio ente creditizio e comportarsi di conseguenza, rinegoziando eventualmente le condizioni.

In caso di dubbi, per evitare brutte sorprese all’insaputa del cliente, è importante quindi quanto prima chiarirli con il proprio ente cui è intrattenuto un rapporto finanziario.