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La Truffa del MiniEolico. Si muove la Procura : impianti installati e mai resi funzionanti!

mini eolico 1Diversi cittadini salentini, e non solo, sarebbero stati raggirati da una Società toscana per l’acquisto di impianti minieolici, mai resi funzionanti.

Tali truffe, infatti, sarebbero state perpetrate in gran parte della penisola italiana e, pertanto, avrebbero suscitato l’attenzione, finanche, del noto programma satirico “Striscia la Notizia” che, nel dicembre 2015, ne dedicava un servizio.

Nel Salento, tale vicenda ha assunto un’importante rilevanza, soprattutto a seguito di una denuncia-querela sporta da alcuni nostri associati, rispettivamente residenti a Racale, Parabita ed Aradeo e tutti difesi dall’avv. Alessandra BLEVE, dello staff legale di ADICONSUM-LECCE.

Difatti, ricevuta la notizia di reato, il Sostituto Procuratore, dott. Emilio Arnesano ha, immediatamente, dato il via alle indagini preliminari che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati del sig. Fabio Fossati, residente in Provincia di Firenze, in qualità di legale rappresentante della Eneralternative s.r.l.  e del sig. Giuseppe Mogavero, originario di Tricase, quale agente addetto alla vendita.

Detta società, difatti, avrebbe proposto dei contratti per la fornitura di impianti minieolici prospettando innumerevoli vantaggi tra cui la massima producibilità, l’ottenimento degli incentivi del GSE e ingenti guadagni in brevi tempi.

In realtà nulla si sarebbe verificato! Invero, nonostante la stipula di tali contratti, ed il pagamento dell’intero importo pattuito, sia mediante contratti di credito finalizzato che in contanti, detti impianti sarebbero stati sì installati, ma non sarebbero stati mai messi in funzione.

Nello specifico, infatti, nel caso del sig. G.F. da Racale, i generatori non riuscirebbero a far partire l’inverter, nella fattispecie del sig. A.R. da Parabita, il cavo che collegherebbe la turbina all’inverter sarebbe materialmente staccato, mentre nell’ipotesi del sig. A.M. da Aradeo l’impianto non sarebbe stato neppure allacciato alla rete ENEL.

Orbene, alla luce di ciò, risulterebbero evidenti tutti gli elementi necessari per la configurazione del reato di truffa. Difatti, dapprima sussisterebbero gli artifizi e raggiri, poiché se non vi fosse stata la falsa prospettazione della capacità produttiva dell’impianto ed inoltre, se fosse stato rilevato lo stato di liquidazione in cui la Eneralternative s.r.l. versava sin dal giugno 2015, oggi oramai dichiarata fallita, giammai le persone offese avrebbero stipulato i succitati contratti. Ed inoltre sussisterebbe sia l’ingiusto profitto, procurato a detta Società, che avrebbe celermente incassato l’intero prezzo dell’impianto, che l’ingente danno, conseguentemente arrecato agli acquirenti.

Questa è la tesi sostenuta dall’Avv. Bleve oltre che da tutto l’equipe legale dell’ADICONSUM-LECCE e, sino ad ora, sposata anche dal Sostituto Procuratore, tesi che rappresenterebbe, dunque, un vero e proprio preambolo per l’ingresso nelle aule di giustizia.  

 

A cura dell’Avv. Alessandra Bleve, staff legale di Adiconsum Lecce