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Consorzi di Bonifica /1. L’agricoltura muore, i Consorzi di bonifica ingiungono somme senza servizi, la Regione consente. Adiconsum pronta a dare battaglia in Commissione Tributaria per difendere cittadini e agricoltori da una pretesa illegittima. Istituita una task force di avvocati e una mail dedicata per i ricorsi.

consorzi - programma ooppNel mentre l’agricoltura salentina continua a morire anche a causa del batterio della xylella fastidiosa, che sta distruggendo il bene più prezioso delle terre salentine, la Regione e gli altri enti pubblici istituzionali continuano con le schermaglie politiche per accaparrarsi un posto in lista per le prossime elezioni amministrative, incuranti di preoccuparsi di risolvere l’annosa questione dei Consorzi di bonifica. Questi invece per il tramite la Soget intanto inviano le ingiunzioni di pagamento.

Allora Adiconsum Lecce, registrato l’ennesimo disinteresse della politica, si organizza e istituisce una task force di propri avvocati (Laura Mazzotta, Simona Ciriolo, Valentina Presicce, Alessandra Orsini, Salvatore Martina, Simona Miccoli, Serena Pagano, Alessandra Bleve, Stefania Isola), i cui recapiti sono reperibili nell’apposita sezione dello sportello legale e una mail dedicata (ricorsibonifica@adiconsumlecce.it ) per raccogliere le richieste e istanze di ricorso contro i consorzi di bonifica. Chi è già iscritto ad Adiconsum Lecce potrà godere dei servizi legali a tariffe convenzionali agevolate e a partire da Martedì prossimo, potrà trovare nella sezione riservata del sito sotto la voce “Consorzi di bonifica” tutte le indicazioni e le linee guida e costi di massima per poter valutare e decidere su cosa fare nonché la documentazione da acquisire nel caso di ingiunzioni arrivate per i “fabbricati”. Il servizio di sportello contro i Consorzi di bonifica resterà attivo anche durante le ferie estive del mese di agosto 2016 (dal 1 agosto al 3 settembre 2016).

Questi Enti  che purtroppo, secondo opinione comune e sulla base delle richieste e segnalazione che in questi giorni stanno pervenendo a Adiconsum Lecce, da cui traspare a dir poco “rabbia” e “determinazione” , sono ormai inutili e da chiudere per così come oggi operano perché divenuti una macchina “fuori dal tempo” e incontrollabile che produce solo danni dei cittadini e agricoltori anche perche sono ormai decenni che non ricevono alcun tipo di servizio e beneficio dall’operato dei Consorzi salentini.

Ma poiché la politica ha altro a cui pensare, continua a giacere nel dormitorio della burocrazia regionale la legge di riordino dei Consorzi di bonifica. Ma anche la Commissione d’inchiesta sui Consorzi istituita dalla stessa Regione Puglia e sollecitata da Adiconsum, Lega Consumatori, Altroconsumo e Adoc Brindisi con apposito interpello – rimasto senza riscontro -, tarda a dare risultati concreti su quello che da molto tempo le Associazioni del Consumatori hanno denunciato come sprechi, spese abnormi e disservizi continui, che se non fermati, generano solo ulteriori debiti e danni per l’agricoltura salentina, con la conseguenza che il balzello del tributo per i consorzi di bonifica è destinato ad aumentare, sempre ai danni dei più deboli, dei piccoli agricoltori salentini, che con tanta fatica e sudore hanno reso viva fino ad oggi la nostra amata terra salentina.

Questo atteggiamento irriverente dei consorzi e della Regione, non è più tollerabile da alcuno e tanto più da un’associazione dei consumatori, da sempre in prima linea nella difesa dei diritti dei cittadini sempre più vittime di una mala gestione e di una classe politica sempre più lontana dai reali bisogni della “gente comune”.

E mentre nei palazzi del potere si discute di “aria fritta” e delle stanze dei Consorzi partiva l’imput di inviare le ingiunzioni di pagamento – anch'esse illegittime, ma questo sarà oggetto di un altro articolo -, il Consorzio di bonifica di Ugento Li Foggi, confezionava un atto a dir poco “illegittimo” e fuori da ogni logica amministrativa.

Il Commissario Pagliardini, in data 1 luglio 2016, ha approvato la  delibera Commissariale nr 154/2016 avente ad oggetto: “Rettifica ed integrazione del programma annuale dei lavori pubblici dell’anno 2014”.

Un atto che ha dell’assurdo e dell’illogico perché, a fronte delle contestazioni già mosse contro il Consorzio nel non aver fatto alcun servizio per il 2014, il Commissario approva nel luglio 2016  – dopo due anni e mezzo e le contestazioni mosse – una “rettifica e integrazione del programma annuale dei lavori pubblici dell’anno 2014” del programma che è un programma annuale (del 2014) approvato con Delibera consort. 17 del 3-2-2014 ad oggetto: “D.Lgs. 162/2016 art 128. Programma triennale delle opere pubbliche 2014/2016 ed elenco annuale 2014”.

E la Regione Puglia, organo di vigilanza diretta sugli atti del Consorzio ai sensi dell’art. 35 della L.R. nr 4/2012, avalla tutto questo, nel totale silenzio e “normalità” dell’operato del Consorzio.

Ma allora di che stiamo parlando? Che senso ha che i politici regionali & C. appaiono sui giornali e in televisione per dire facciamo questo e quest’altro, se poi i Consorzi continuano a farcela sotto il naso, nella più totale normalità e ordinarietà? Siamo dell’avviso che ciò che la Regione non ha fatto come organo di vigilanza, lo debbano fare i Comuni impugnando e ribellandosi a quella delibera obbrobrio posta in essere dal Commissario Pagliardini, che sa tanto di “beffa”.

Già Adiconsum Lecce nelle contestazioni avanzate all’operato dei Consorzi, evidenziava questo: “Nella programmazione del Consorzio, l’elenco annuale per il 2014 è anch’esso generico, fuorviante e inattuato nonché inattuabile, non solo perché non si ravvisa alcun elemento della programmazione da cui i propri immobili potrebbero trarre un beneficio diretto e specifico, ma la programmazione per il 2014 è abbondantemente scaduta e non più realizzabile se non a partire dal 2016 con un nuovo programma delle OO.PP. che in ogni caso andava replicato anche per il 2015 anch’esso scaduto. Invece non vi è traccia di tutto ciò. Per cui sarebbe solo pretestuoso e arbitrario imporre e pretendere un contributo consortile per interventi che non potranno mai essere effettuati a posteriore. Ma non solo. Il Consorzio nell’atto programmatico 2014-2016 approvato con Delibera Consortile nr 17/2014, non ha evidenziato come saranno eventualmente utilizzate le economie di gara degli interventi previsti, atteso che le economie di gara sono somme che devono essere restituite al soggetto finanziatore ovvero al contribuente. Infine, il Consorzio non ha dato prova su quale tipo di progettazione è fondata la propria programmazione sforgiando un deliberato privo di qualsiasi supporto documentale e di attendibilità realizzativa. In ultimo, si rileva come il programma non sia stato redatto in conformità alle prescrizioni dettate dall’art. 14 c.7 L. 109/1994 e s.m.i. non riportando per gli interventi previsti un’attenta verifica in ordine alla sussistenza delle condizioni di “fruibilità” e “funzionalità” dei singoli interventi affinché ogni intervento possa trovare una giustificazione in termini di efficienza ed economicità anche nel caso di mancato completamento dell’opera, evitando uno spreco di risorse economiche e, quindi, un danno per l’erario e per il consorziato”.

Ora invece il Consorzio, con quell’atto totalmente illegittimo, cerca evidentemente di porre rimedio a quanto non ha mai fatto, il tutto forse con il placet della Regione o di chissà di chi.

Per la verità, l’atto deliberato dal Consorzio, un pregio c’è l’ha.

C’è la conferma che non ma mai fatto quasi nulla o per meglio dirlo con i numeri, su una programmazione per il 2014 di € 2.400.000,00 ha realizzato interventi per soli € 103.311,00 pari al 4,30% (!!!) e integra nel 2016 il programma per il 2014 per nuovi interventi di a € 528.620,00 pari al 22,03% del programma originario.

Ma il Commissario Pagliardini e la l’Assessore all’Agricoltura regionale e il Revisore dei Conti, hanno forse dimenticato che il “programma del 2014 è annuale?” Come è quindi possibile nel 2016 modificare il programma annuale di due anni e mezzo prima? O forse come dice il detto “le leggi per gli amici si interpretano e per gli altri si applicano?”. Mistero.

Inoltre c’è la conferma che è un carrozzone inutile così come attualmente è e opera: Delle entrate del Consorzio, solo il 55% sarebbe destinato a opere pubbliche di bonifica mentre il 45% è destinato per le spese di funzionamento del Consorzio.

Ma per chi vuole avere un’idea di quali sono queste spese e come prevalentemente vengono polverizzate, è possibile consultare la delibera giunta regionale 2400_2015_1 ovvero la relazione del revisore dei conti del consorzio presentata e approvata dalla Regione Puglia nella più totale normalità dell’operato consortile.

Ma noi ci siamo e non possiamo restare a vedere calpestare i più elementari diritti dei cittadini e agricoltori.

Difendi i tuoi diritti. Fai ricorso contro le ingiunzioni dei consorzi di bonifica. Adiconsum Lecce è a tua disposizione.