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Adiconsum Lecce condivide la lettera aperta della Cisl Lecce sul 1°Maggio.

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Adiconsum Lecce condivide e sposa la lettera aperta del Segretario Generale della Cisl di Lecce Antonio Nicolì sulla "festa del lavoro" del 1°maggio. Questi i contenuti.

"LETTERA APERTA AL PARTENARIATO ECONOMICO E SOCIALE DELLA PROVINCIA DI LECCE. UNA PROPOSTA DI LAVORO PER IL PRIMO MAGGIO.

Anche quest’anno la celebrazione del Primo Maggio a Lecce si perpetua in un contesto di grande difficoltà e disagio per il mondo del lavoro e di grande incolpevole lontananza dal lavoro per tanti, troppi, giovani e meno giovani. Il disagio nel mondo del lavoro è dato da vertenze insolute che ledono o rendono incerto il futuro lavorativo di tante persone e dal silenzioso avanzare di pratiche distorsive che attraverso l’utilizzo del caporalato, dei voucher, di contratti di comodo e delle mille sfumature di grigio, prima di assumere la più decisa tonalità del lavoro nero, rendono spesso l’occupazione esistente, una cattiva occupazione, incapace di fare del lavoro lo spartiacque fra dignità e soggezione.

La lontananza dal lavoro è data da una incapacità ad utilizzare le grandi competenze proprie di quel capitale umano costituito da giovani e donne, nonché da lavoratori in cassa integrazione o in mobilità. Si sprecano così opportunità per le persone e per il territorio,  si  dissipano  professionalità  mature  costruite  nel  tempo  e  giovani  energie altamente formate e propense a quell’innovazione di cui il territorio ha enorme bisogno. Anche  quest’anno  ciò  accade  in  un  territorio  che  stenta  a  ripensare  se  stesso,  ad inquadrare tanto la propria arretratezza e le proprie criticità, quanto la propria ricchezza e le proprie opportunità in una logica di sistema territoriale.

La destrutturazione delle reti istituzionali territoriali e le dis/attenzioni del dibattito politico,  fatte  salve  rare  eccezioni,  non  rendono  prevedibile e  percepibile un’azione propriamente politica diretta a recuperare questo senso di marcia.

E’ tempo che il partenariato sociale del territorio, il sistema di rappresentanza di imprese e lavoro, assuma direttamente il peso di questo percorso, senza per questo inseguire disegni di autosufficienza, ma offrendo al decisore politico un contributo di concretezza e di qualità progettuale.

Saldare l’idea di sviluppo dei sistemi produttivi territoriali con quella di crescita della buona occupazione è il fondamentale passaggio, innanzitutto culturale, alla base di ogni idea di futuro civile di questo territorio.

Le occasioni per mettersi alla prova non mancano: dalla meritoria sfida che ci ha lanciato il Prefetto con la costituzione del distretto per il turismo, a quella che ci riviene dalle nuove norme contro il caporalato in agricoltura con la creazione della rete del lavoro agricolo  di  qualità, passando  attraverso il  rafforzamento  delle positive tendenze che sembrano rianimare significativi comparti del manifatturiero, a partire dal settore moda,fino alla spinta all’innovazione nel modo di fare impresa, profit e no profit, in settori ad alta intensità occupazionale, iniziando da quelli dei servizi alla persona e della cura dell’ambiente.

Condividere i contenuti di queste e di altre sfide significa costituirsi come sistema locale e fare sintesi delle spinte all’innovazione ed alla crescita che albergano tanto nella voglia di fare buona impresa quanto nella voglia di lavorare mettendo a frutto il proprio sapere e le proprie competenze.

Questo possibile meccanismo virtuoso non può che generarsi su un moderno sistema di relazioni industriali e sindacali, che, muovendo dal rispetto delle regole in campo lavoristico e previdenziale, può essere giustamente indirizzato anche verso un utilizzo delle buone flessibilità adatte allo sviluppo dei processi produttivi locali ed aziendali e può così realizzare più occupazione e buona occupazione.

Un  nuovo  auspicato  sistema  contrattuale  che,  confermando  il  ruolo  del  Contratto Nazionale, assegni maggior peso alla contrattazione di secondo livello  e quindi alla adattabilità ai contesti aziendali e territoriali, può aiutare questo percorso, ma già esistono le condizioni perché il territorio di Lecce sperimenti nuovi sentieri contrattuali, maggiormente mirati allo sviluppo delle imprese ed alla crescita della occupazione.

Con spirito di servizio, verso i tanti che inseguono una buona occupazione e verso l’intero territorio, ci rivolgiamo, in questa data significativa, alle associazioni datoriali offrendo una nostra disponibilità ad avviare insieme un lavoro serio e difficile. Un modo irrituale per celebrare il Primo Maggio, un percorso forse complicato, ma non ci sembra che l’orizzonte annunci facili soluzioni.

Lecce, 1 maggio 2016

Il Segretario Generale Cisl Lecce

Antonio Nicolì"